Post in evidenza

Guerrilla Wayfinding a Bergamo

Guerrilla Wayfinding a Bergamo

Perchè molta gente non si muove a piedi o in bicicletta? La risposta che si è dato Matt Tomasulo, fondatore di Walk [Your City], studente di urban planning a Raleigh, USA, è che spesso il problema non è la distanza ma la percezione della distanza.
Ha deciso quindi di installare cartelli segnaletici con indicati i tempi di percorrenza pedonali, inventando la guerrilla wayfinding, una forma di urbanismo tattico. Il successo è stato grandissimo, e ha portato all’apertura di una sperimentazione con l’amministrazione locale e alla diffusione di esperimenti simili in tutto il mondo.

Abbiamo voluto provarci anche noi, preparando 80 cartelli e posizionandoli in tutta la città. I percorsi individuati sono questi! I percorsi non sono proprio perfetti, attraversano strade trafficate e spesso obbligano a “piegare” un po’ le regole del codice della strada (marciapiedi, tratti contromano, ecc.). Proprio per questo l’intero progetto vuole essere uno stimolo all’amministrazione a fare di più, e all’Università a chiedere a sua volta infrastrutture migliore.

Se vuoi aiutarci pedala in città e dacci il tuo feedback sui percorsi, dicendoci cosa c’è che non va nella rete ciclabile urbana!

Guerrilla wayfinding, urbanismo tattico a Bergamo, Italia
Post in evidenza

Urbanismo tattico

Urbanismo tattico

Cambiare i paradigmi della mobilità urbana è un’impresa complessa, che richiede non solo un’attenta opera di pianificazione, ma anche un intenso di lavoro di dialogo con i soggetti coinvolti, di ascolto delle necessità della cittadinanza e di capacità di adattamento.

Un approccio interessante per affrontare questa sfida è quello di effettuare test su piccola scala, caratterizzati da un approccio partecipativo e focalizzati sulla raccolta di feedback da parte degli utenti. Proprio in quest’ottica si sviluppa il concetto di urbanismo tattico, che può essere definito da come “un approccio della costruzione e attivazione dei quartieri attraverso politiche scalabili di breve termine e a costo contenuto” (Mike Lydon et Al., 2015, Tactical Urbanism: Short-term Action for Long-term Change). Le forme sono molteplici, dalla rivendicazione di spazi pedonali temporanei nel tessuto urbano, alla creazione di corsie ciclabili non autorizzate in tratti considerati pericolosi per i ciclisti.

In un’ottica simile si orientano le attività dei living lab organizzati dall’Università degli Studi di Bergamo, che si pongono l’obiettivo di sviluppare e testare idee creative, sostenibili e fattibili legate alla mobilità sostenibile. All’interno dei laboratori sono già stati lanciati due progetti: la realizzazione di un’area verde temporanea nel parcheggio dell’Università a Dalmine, e il lancio, in collaborazione con il comune di Bergamo e l’Agenzia per il trasporto pubblico della Provincia di Bergamo, di un servizio temporaneo di bus navetta gratuito che collega le sedi dell’Università di Bergamo.

In occasione della Settimana Europea della Mobilità e del #Bike2Unibg day, proponiamo la creazione di cartelli direzionali che riportano percorsi ciclabili e i relativi tempi di percorrenza. Questa iniziativa, che rientra nell’ambito dell’urbanismo tattico, si rifà più nello specifico al concetto di guerrilla wayfinding, sviluppato nel 2007 da Matt Tomasulo, e non ancora diffusa in Italia. Questo approccio si basa sull’idea che spesso le persone non usano la bicicletta e non vanno a piedi a causa di un’errata percezione delle distanze, più che dalle distanze in sé. Attraverso l’affissione di cartelli che riportano le distanze e i tempi, è quindi possibile modificare questa percezione ed incentivare gli spostamenti sostenibili. Inoltre, grazie all’indicazione dei percorsi consigliati per le biciclette, è possibile aumentare la visibilità della rete ciclabile cittadina.

Riportiamo qui sotto alcune risorse sull’urbanismo tattico:

Urbanismo tattico, focus sulla mobilità: https://www.bikeitalia.it/cosa-e-urbanismo-tattico/

Guida all’urbanismo tattico: http://tacticalurbanismguide.com/

Urbanismo tattico in italia a Milano: https://blog.urbanfile.org/2018/11/11/milano-urbanistica-il-comune-raccoglie-proposte-per-interventi-di-urbanistica-tattica/

L’esperienza del Guerrilla wayfinding: https://walkyourcity.org/

L’esperienza dei Living Lab all’università di Bergamo: https://www.unibg.it/terza-missione/cultura-e-societa/public-engagement/unibg-green

Concorso video a premi

Nell’ambito  del Progetto U-MOB LIFE , l’Università degli Studi di Bergamo, con il patrocinio della Rete delle Università per lo sviluppo Sostenibile (RUS), promuove un concorso video a premi sull’accessibilità e la mobilità sostenibile nelle università italiane.

L’oggetto del concorso è la realizzazione di una clip video sull’accessibilità e la mobilità nell’Università degli studi di Bergamo dal punto di vista degli obiettivi di sviluppo sostenibile, dei problemi o dei vantaggi dei diversi mezzi di trasporto, delle possibili soluzioni e della riduzione degli impatti.

Per partecipare al concorso occorre inviare una e-mail entro il 30/10/2019 all’indirizzo mariarosa.ronzoni@unibg.it con le informazioni richieste nel bando.

Possono partecipare, singolarmente o in gruppo con un unico video, i membri della comunità
dell’Università degli Studi di Bergamo (studenti, docenti, assegnisti, dottorandi e personale tecnico-amministrativo).

Il video deve avere una durata compresa tra 1 e 3 minuti, deve essere registrato in un formato
orizzontale e nei formati .mp4 o .avi o .mov.
All’inizio deve indicare un titolo e il nome del partecipante (o dei partecipanti, se il video è presentato da un gruppo). Sono ammesse tutte le tecniche audiovisive e sono ammessi commenti scritti.

La lingua impiegata nel video per il parlato e i commenti scritti deve essere l’italiano oppure l’inglese.

Saranno valutati il contenuto del video, il messaggio, la creatività, nonché la qualità dell’immagine e del suono.

Con questo concorso si vuole diffondere i principi della mobilità sostenibile e di dare l’opportunità alla comunità universitaria di fornire la propria visione, in modo creativo, sull’accessibilità dei campus e sulle pratiche di mobilità sostenibile nelle nostre università.

Per maggiori dettagli, e per partecipare al concorso, potete visitare la seguente pagina dove è pubblicato il bando: https://www.unibg.it/avvisi/u-mob-concorso-video-premi-sullaccessibilita-e-mobilita-sostenibile-universita-italiane

La sempre maggiore necessità di accedere ai campus universitari e un’offerta di trasporto spesso non calibrata su quest’esigenza hanno generato negli ultimi anni flussi di mobilità molto intensi che sono diventati uno degli aspetti che più compromettono la sostenibilità (ambientale, economica e sociale) delle nostre università. In questo quadro, la Commissione Europea, attraverso il suo Programma LIFE, finanzia il Progetto U-MOB LIFE con l’obiettivo di promuovere il networking tra università europee per raggiungere una mobilità più rispettosa dell’ambiente, più efficiente economicamente e più integrata.

Safety in numbers

Safety in numbers

In generale, Safety in Numbers si riferisce al principio secondo cui l’appartenenza ad un gruppo rende gli individui meno vulnerabili ad attacchi, incidenti od eventi negativi. Questo concetto trova un’interpretazione nell’ambito della sicurezza stradale, e più nel dettaglio nella sicurezza dei ciclisti. Le statistiche mostrano infatti come il numero di incidenti mortali in bicicletta sia inversamente proporzionale all’utilizzo della bicicletta (vedi grafico, fonte: discussion paper Exposure-Adjusted Road
Fatality Rates for Cycling and Walking in European Countries
)

Come spiegano gli statistici, “correlation does not imply causation”, e questa relazione può essere letta in diversi modi, primo tra tutti per il fatto che strade più sicure portano ad avere un maggior numero di ciclisti.

Un’interessante spiegazione è tuttavia legata alla percezione delle biciclette da parte degli altri utenti della strada: in contesti in cui la mobilità ciclistica è poco diffusa, gli automobilisti saranno tendenzialmente poco consapevoli della presenza dei ciclisti, e saranno quindi meno attenti a questa tipologia di utenti della strada. In ambienti caratterizzati da una maggiore diffusione della bicicletta, gli automobilisti saranno invece più “allenati” a vederli, e sapranno quindi interpretarne ed anticiparne meglio i movimenti, riducendo l’incidentalità.

In contesti caratterizzati da maggiore mobilità ciclistica, gli automobilisti saranno inoltre più probabilmente anch’essi ciclisti urbani, e quindi più in grado di interpretare i movimenti di altri ciclisti. Infine, un maggior numero di ciclisti porta ad un maggiore peso negoziale e capacità di influenzare le decisioni politiche attinenti la mobilità e la sicurezza.

Riportiamo qui sotto l’infografica proposta da FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) e rimandiamo per maggiori dettagli all’approfondimento pubblicato sul loro sito.

European Mobility Week 2019

LA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITÀ si svolge tutti gli anni dal 16 al 22 settembre. Questa iniziativa europea incoraggia i paesi e le città a introdurre e promuovere misure di trasporto sostenibile e a invitare le persone a sperimentare alternative all’auto.

La Commissione Europea ha stabilito due obiettivi ambiziosi per la mobilità urbana:


– l’eliminazione graduale delle auto ad alimentazione convenzionale nelle città entro il 2050
– il passaggio a una logistica urbana a zero emissioni nei maggiori centri urbani entro il 2030.

Il Commissario europeo responsabile per i Trasporti, Violeta Bulc, si concentra su quattro aree prioritarie: innovazione, digitalizzazione, decarbonizzazione e persone.
A partire dal 2002, anno della prima edizione, l’impatto della SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITÀ è cresciuto costantemente sia in Europa che nel resto del mondo. Nel 2018, la campagna ha raggiunto il record di partecipazione: 2.792 paesi e città di 54 diverse nazioni hanno organizzato delle attività durante la settimana.
Oltre la metà dei paesi e delle città partecipanti hanno implementato misure permanenti, per un totale di 8.848 misure implementate, concentrandosi principalmente sulla gestione della mobilità, accessibilità e infrastrutture ciclabili nuove o migliorate.
La settimana si conclude con la giornata senza auto durante la quale i paesi e le città partecipanti riservano una o più aree esclusivamente ai pedoni, ciclisti e trasporto pubblico per l’intera giornata. Nel 2018 la giornata senza auto è stata celebrata da 1.153 paesi e città.

Per maggiori informazioni: http://www.mobilityweek.eu/