Guerrilla Wayfinding 2019

Perchè molta gente non si muove a piedi o in bicicletta? La risposta che si è dato Matt Tomasulo, fondatore di Walk [Your City], studente di urban planning a Raleigh, USA, è che spesso il problema non è la distanza in se, quanto la percezione della distanza.
Ha deciso quindi di installare cartelli segnaletici con indicati i tempi di percorrenza pedonali, inventando la guerrilla wayfinding, una forma di urbanismo tattico. Il successo è stato grandissimo, e ha portato all’apertura di una sperimentazione con l’amministrazione locale e alla diffusione di esperimenti simili in tutto il mondo.

Nel settembre 2019, in occasione della settimana europea della mobilità, abbiamo voluto provarci anche noi, preparando 80 cartelli e posizionandoli in tutta la città. I percorsi individuati sono questi! I percorsi non sono proprio perfetti, attraversano strade trafficate e spesso obbligano a “piegare” un po’ le regole del codice della strada (marciapiedi, tratti contromano, ecc.). Proprio per questo l’intero progetto vuole essere uno stimolo all’amministrazione a fare di più, e all’Università a chiedere a sua volta infrastrutture migliore.

Insieme a questa iniziativa, in collaborazione con l’università, FIAB Bergamo Pedalopolis, EBikeMe e CUS Bergamo abbiamo lanciato il #Bike2UniBg day, invitando il giorno venerdì 20 settembre 2019 studenti e dipendenti a raggiungere le sedi dell’ateneo in bicicletta. Inoltre abbiamo contribuito all’organizzazione del convegno Università e bicicletta che ha visto la partecipazione di Paolo Pileri, ideatore del progetto Vento (www.progetto.vento.polimi.it).

Seguici su Facebook!

Guerrilla wayfinding, urbanismo tattico a Bergamo, italia
Guerrilla wayfinding, urbanismo tattico a Bergamo, italia

L’obiettivo di queste iniziative è stato quello di aumentare la percentuale di spostamenti sostenibili in città (anche con l’intermodalità grazie al bike sharing), sensibilizzare gli utenti della strada riguardo alle necessità dei ciclisti, e promuovere lo sviluppo di infrastrutture adeguate. Vogliamo iniziare un circolo virtuoso, in cui più ciclisti sulle strade portino maggiori investimenti sulle infrastrutture e più sicurezza (vedi safety in numbers), incentivando di conseguenza altri ad usare la bicicletta.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: