Urbanismo tattico

Urbanismo tattico

Cambiare i paradigmi della mobilità urbana è un’impresa complessa, che richiede non solo un’attenta opera di pianificazione, ma anche un intenso di lavoro di dialogo con i soggetti coinvolti, di ascolto delle necessità della cittadinanza e di capacità di adattamento.

Un approccio interessante per affrontare questa sfida è quello di effettuare test su piccola scala, caratterizzati da un approccio partecipativo e focalizzati sulla raccolta di feedback da parte degli utenti. Proprio in quest’ottica si sviluppa il concetto di urbanismo tattico, che può essere definito da come “un approccio della costruzione e attivazione dei quartieri attraverso politiche scalabili di breve termine e a costo contenuto” (Mike Lydon et Al., 2015, Tactical Urbanism: Short-term Action for Long-term Change). Le forme sono molteplici, dalla rivendicazione di spazi pedonali temporanei nel tessuto urbano, alla creazione di corsie ciclabili non autorizzate in tratti considerati pericolosi per i ciclisti.

In un’ottica simile si orientano le attività dei living lab organizzati dall’Università degli Studi di Bergamo, che si pongono l’obiettivo di sviluppare e testare idee creative, sostenibili e fattibili legate alla mobilità sostenibile. All’interno dei laboratori sono già stati lanciati due progetti: la realizzazione di un’area verde temporanea nel parcheggio dell’Università a Dalmine, e il lancio, in collaborazione con il comune di Bergamo e l’Agenzia per il trasporto pubblico della Provincia di Bergamo, di un servizio temporaneo di bus navetta gratuito che collega le sedi dell’Università di Bergamo.

In occasione della Settimana Europea della Mobilità e del #Bike2Unibg day, proponiamo la creazione di cartelli direzionali che riportano percorsi ciclabili e i relativi tempi di percorrenza. Questa iniziativa, che rientra nell’ambito dell’urbanismo tattico, si rifà più nello specifico al concetto di guerrilla wayfinding, sviluppato nel 2007 da Matt Tomasulo, e non ancora diffusa in Italia. Questo approccio si basa sull’idea che spesso le persone non usano la bicicletta e non vanno a piedi a causa di un’errata percezione delle distanze, più che dalle distanze in sé. Attraverso l’affissione di cartelli che riportano le distanze e i tempi, è quindi possibile modificare questa percezione ed incentivare gli spostamenti sostenibili. Inoltre, grazie all’indicazione dei percorsi consigliati per le biciclette, è possibile aumentare la visibilità della rete ciclabile cittadina.

Riportiamo qui sotto alcune risorse sull’urbanismo tattico:

Urbanismo tattico, focus sulla mobilità: https://www.bikeitalia.it/cosa-e-urbanismo-tattico/

Guida all’urbanismo tattico: http://tacticalurbanismguide.com/

Urbanismo tattico in italia a Milano: https://blog.urbanfile.org/2018/11/11/milano-urbanistica-il-comune-raccoglie-proposte-per-interventi-di-urbanistica-tattica/

L’esperienza del Guerrilla wayfinding: https://walkyourcity.org/

L’esperienza dei Living Lab all’università di Bergamo: https://www.unibg.it/terza-missione/cultura-e-societa/public-engagement/unibg-green

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